Palazzo Guarienti ai Filippini, sala delle Muse

Palazzo Guarienti ai Filippini, sala delle Muse




Città:
Verona

Provenienza:
Palazzo Guarienti ai Filippini, poi Istituto Sant’Angela Merici

Autore:
Paolo Farinati

Contenuti:

Sala delle Muse:
1. Melpomene (148×127 cm) inv. 23205-1B3649;
2. Minerva (200×322 cm) inv. 23205-1B3649;
3. Cane (88×244 cm) inv. 23205-1B3649;
4. Venere con Eros e Anteros (226×322 cm) inv. 23205-1B3649;
5. Tersicore (167×125 cm) inv. 23205-1B3649;
6. Polimnia (140×104 cm) inv. 23205-1B3649;
7. Quattro muse danzanti con amore (314×322 cm) inv. 23205-1B3649;
8. Clio (186×322 cm) inv. 23205-1B3649;
9. Mercurio (186×322 cm) inv. 23205-1B3649,
10. Vesta (185×322 cm) inv. 23205-1B3649;
11. Erato (172×322 cm) inv. 23205-1B3649;
12 Naiadi e allegorie fluviali (300×322 cm) inv. 23205-1B3649;
13. Urania (143×108 cm) inv. 23205-1B3649.

Ubicazione:
Museo degli Affreschi "G.B. Cavalcaselle"

Restauri:

Le pitture murali attribuite a Paolo Farinati che decorano la Sala delle Muse, oggi integralmente conservata presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”, furono commissionate da Giovanni Guarienti all’artista veronese tra il 1550 e il 1560 e realizzate in una piccola saletta di raccordo delle due ali del palazzo Guarienti ai Filippini, in vicolo Sant’Angela Merici 2. La stanza, edificata probabilmente durante i lavori di ristrutturazione di metà Cinquecento, era situata al di sopra della loggia quattrocentesca e fu adibita, verosimilmente, a ridotto musicale (BROGNARA SALAZZARI 1980, p. 32; MARINI 2005, p. 224; BERTOLASO 2018, p. 96).
La decorazione della sala è costituita da una quadratura architettonica che si ispira al modello peruzziano della sala delle prospettive della villa Farnesina a Roma e da una complessa serie di figure mitologiche e deità classiche atte a esprimere il concetto dell’armonia universale; la rappresentazione è, inoltre, legata strettamente al tema della musica, personificato dalle muse che imbracciano strumenti musicali cinquecenteschi, poste negli spazi di sovrapporta e in due nicchie laterali contrapposte. Il concetto generale del ciclo, l’amore universale, è manifesto nell’aforisma inscritto in corrispondenza della figura del cane dormiente «AFFECTIBUS SIC A[LI]TUR QUISQUE». La musica e l’amore sono, dunque, i nodi iconografici delle pitture e sono l’espressione pittorica del concetto della musica come strumento di equilibrio e armonia nel mondo (ZAMPERINI 2005, pp. 165-167). Attraverso questo prima identificazione iconografica, è stato possibile approfondire, in un secondo momento, le singole vicende rappresentate, verosimilmente legate alle storie mitiche riportate nelle Metamorfosi di Ovidio: partendo dalla parete posta a sinistra della porta di accesso si incontrano Minerva che uccide la chimera, L’educazione di Eros e Anteros, Le quattro età del mondo, Mercurio che impugna il caduceo, Galatea bagnata dalla pioggia d’argento e L’età dell’oro. Minerva e Mercurio si pongono come le personificazioni della discordia concors, garanti dell’equilibrio e della concordia (ADAMI 2019, pp. 226-239). La sala riportava una decorazione pittorica anche sull’esterno, una fascia di girali vegetali non attribuita a Farinati e testimoniata da una fotografia storica.
L’edificio, interessato, da un ampio rimaneggiamento di una struttura preesistente, era stato acquisito e abitato, fin dal 1530, da Giovanni Guarienti della Bra (MARINI 2005, p. 224) per poi passare, in seguito alla Seconda guerra mondiale, alla confraternita religiosa delle Figlie di Sant’Angela Merici, divenendo un istituto secolare e mantenendo questa destinazione fino a oggi (MARINI 2005, p. 224). Le citazioni delle pitture nelle guide ottocentesche della città di Verona non forniscono informazioni ulteriori rispetto all’attribuzione della decorazione della sala a Paolo Farinati, contestualizzando la figura del committente e mettendo in evidenza, perlopiù, lo status della famiglia rispetto alla società veronese dell’epoca.
Il palazzo fu oggetto di un traumatico bombardamento durante la Seconda guerra mondiale, che danneggiò solo liminalmente la sala farinatesca, le cui pitture non furono, tuttavia, risparmiate dagli esiti infausti delle vibrazioni delle esplosioni, che portarono alla formazione di numerose crepe sull’intonaco e alla progressiva polverizzazione di parti ingenti di pellicola pittorica. A seguito dell’incursione aerea, furono documentate la rimozione e il trasporto di alcuni lacerti di pitture murali danneggiate afferenti alla sala dipinta da Farinati nel palazzo, che vennero collocate presso i depositi del museo civico nel giugno del 1945 (doc.1; MARINI 2005, p. 224). Purtroppo, data la scarsità dei documenti conservati negli archivi museali, non è possibile sapere quali parti delle pitture furono staccate durante la prima campagna estrattistica e quali rimasero in loco fino agli anni Sessanta del Novecento. Tuttavia, ragionando sulle foto storiche, conservate presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle” e sulle cifre di proposta di acquisto che emergono dalla corrispondenza tra l’Istituzione e il Comune di Verona (doc.4; doc.11), si potrebbe ipotizzare che fossero state rimosse e annoverate nelle collezioni civiche nel 1945 solo pochissimi frammenti di pittura, tra cui quello di Poliminia, di cui non si conserva acuna fotografia storica prima della rimozione delle pitture, avvenuta alla fine degli anni Sessanta del Novecento.
Il 15 dicembre del 1962, monsignor Remo Noro e madre Rosa Lion, superiori dell’Istituto Sant’Angela Merici, notificarono al sindaco Giorgio Zanotto la presenza di un numero ancora cospicuo di pitture murali in grave stato di degrado, conservate presso la propria istituzione; si trattava delle parti rimanenti in loco di quel ciclo, attribuito a Paolo Farinati di cui, tempo addietro, erano stati rimossi alcuni elementi, annoverati nella collezione dei musei civici (doc.2). La tematica profana e la presenza di numerose figure di nudo nel ciclo avevano costretto i religiosi a coprire con grandi tendaggi le pitture, arrecando ulteriori danni alle opere murali, dovuti principalmente al ristagno dell’umidità sulla parete. I religiosi, dunque, invitarono il Comune ad acquistare e rimuovere le pitture murali rimanenti in situ, offrendo la cessione dell’opera ancora da rimuovere per la cifra di 1.000.000 di lire (doc.4). Il 24 febbraio del 1964, Giorgio Zanotto comunicò al direttore del Museo e delle gallerie d’arte di Verona, Licisco Magagnato, che la Giunta municipale aveva deliberato a favore dell’acquisto dell’intero apparato pittorico, sia per quanto riguardava la parte sita presso l’Istituto, che quella conservata presso il museo, per una cifra totale di 3.500.000 lire (doc. 4). A questo proposito, Licisco Magagnato aveva manifestato il proprio parere favorevole all’acquisto, in virtù del prezzo vantaggioso proposto dai religiosi (notevolmente inferiore al valore reale dell’opera) e al fine di acquisire per le collezioni del museo l’intero ciclo del ridotto dell’ex palazzo Guarienti, suggerendo inoltre di stanziare un’ulteriore somma di 8.840.000 lire, finalizzata allo stacco delle pitture dall’istituto e al conseguente restauro. Il 18 marzo del 1964 il sindaco Piero Gazzola afferma che la richiesta di nulla osta per l’intervento presso l’Istituto Sant’Angela Merici è stato trasmesso al Ministero della Pubblica Istruzione (doc.7) che, a sua volta, aveva rimesso la decisione al Consiglio Superiore delle Antichità e Belle Arti (doc.8). Dopo numerosi solleciti da parte della direzione del Museo all’amministrazione, il 5 febbraio 1965 il Consiglio Superiore concesse il nulla osta per l’avvio dell’intervento (doc.10). Poche settimane più tardi, anche la Soprintendenza ai monumenti espresse parere favorevole allo stacco delle pitture di Paolo Farinati e Magagnato comunicò la decisione all’amministrazione, ipotizzando una spesa di circa 7.000.000 di lire per lo stacco e il restauro dei 100 metri quadri di pitture murali (doc.11). Il 21 marzo del 1967, deliberato dalla Giunta municipale il provvedimento di acquisto delle pitture, viene delegato il Museo di pianificare e gestire la campagna di strappo, trasporto e restauro degli affreschi di Paolo Farinati, prendendo diretto contatto con l’istituto religioso (doc.14). Il 26 maggio dello stesso anno, Licisco Magagnato trasmesse il preventivo dei lavori stilato dal restauratore bolognese Ottorino Nonfarmale all’amministrazione comunale, per un ammontare di 8.320.000 lire, sottolineando che la superficie di pittura murale da staccare era risultata più ampia del previsto, causando un rincaro del costo dell’intervento rispetto alla sua precedente stima (doc.15). Prevedendo un ulteriore stanziamento di fondi per il restauro delle pitture dopo lo stacco, Magagnato comunicò all’amministrazione, nel giugno 1967, che Nonfarmale poteva essere pagato in due tranches, mantenendo come termine massimo di consegna e pagamento del lavoro il trascorso di un anno dall’avvio dell’intervento (doc.16).
Una comunicazione non datata di Mariateresa Cuppini, verosimilmente attribuibile al periodo che va dalla metà del 1967 ai primi mesi del 1970, afferma che le pitture di Paolo Farinati sono state rimosse dalla sede originale per ovviare ai problemi di distacco dell’intonaco e di polverizzazione della pellicola pittorica e che, in seguito al restauro, saranno collocate in una stanza appositamente allestita presso il Museo, che replicava le forme della sede di provenienza delle pitture (doc. 19).
Le pitture risultano già staccate nel 1970, quando si annoverano numerosi interventi di allestimento presso il convento di San Francesco al Corso a cura delle ditte Nazzareno Bellè, Eugenio Quaglia e Francesco Chesta, finalizzati all’apertura del nuovo Museo degli Affreschi di Verona (doc. 20-21-23-24-25-26-27-28-29-30), dedicato alla figura di Giovanni Battista Cavalcaselle, che ancora oggi ospita il ciclo farinatesco, incastonato in una sala realizzata ad hoc per ospitare le pitture provenienti dall’ex palazzo Guarienti.

Giulia Adami



Documenti:

Doc.1
Verona, 2 giugno 1945. Ricevuta dei Canonici della cattedrale di Verona

I canonici della cattedrale ritirano dalla casa di via Sant’Angela Merici in vicolo Filippini cinque affreschi raffiguranti architetture di mano di Paolo Farinati, staccati dalla piccola cappella. I dipinti vengono collocati nei depositi del museo insieme alle altre opere civiche.
ASMC, b. 1945

Doc. 2
Verona, 15 dicembre 1962. Lettera dall’Istituto secolare Figlie di S. Angela Merici al Sindaco di Verona e al vicesindaco.

Monsignor Remo Noro e Madre Rosa Lion, superiori dell’Istituto comunicano al Sindaco, Giorgio Zanotto, e al vicesindaco, Piero Gonella, l’esistenza di un ciclo di affreschi di Paolo Farinati all’interno della struttura, chiedendo che esso venga rimosso, per motivi conservativi, ed esposto nel nuovo Museo di Castelvecchio.
ASMC, b. 1962

Doc. 3
Verona, 25 novembre 1963. Minuta di comunicazione interna dalla Direzione del Museo e delle gallerie d’arte all’amministrazione comunale.

Licisco Magagnato comunica di essere favorevole all’acquisto del ciclo di affreschi di Paolo Farinati, esistenti presso l’Istituto S. Angela Merici e suggerito da Monsignor Remo Noro, superiore dell’Istituto. Afferma inoltre che la cifra richiesta è vantaggiosa, anche se andranno valutati attentamente i costi di rimozione e restauro. Sollecita una risoluzione rapida della trattativa.
ASMC, faldone 1963

Doc.4
Verona, 1963. Documento di deliberazione dell’acquisto degli affreschi di Paolo Farinati.

In seguito ai bombardamenti che danneggiarono il palazzo che ospitava l’Istituto Figlie di S. Angela Merici nel 1945, cinque pezzi degli affreschi, lì conservati, furono trasportati al museo di Castelvecchio. I Superiori dell’Istituto avevano segnalato la necessità di rimuovere gli affreschi dalla struttura per motivi conservativi e per decoro al Comune di Verona. La giunta delibera l’acquisto degli affreschi per la somma di 1.000.000 di lire, cifra considerata notevolmente inferiore al valore reale dell’opera dalla Direzione dei Musei e gallerie d’arte, e lo stanziamento della somma di 8.840.000 lire per lo stacco e il restauro delle opere rimanenti in loco. Si chiede l’autorizzazione prefettizia per avviare la trattativa privata e si delineano le modalità e i tempi di erogazione delle somme rispetto al bilancio del Comune.
ASMC, faldone 1963

Doc. 5
Verona, 24 febbraio 1964. Comunicazione interna dal Sindaco alla Direzione dei Musei d’arte.

Il Sindaco, Giorgio Zanotto, comunica che la Giunta Municipale ha deliberato l’acquisto degli affreschi di Paolo Farinati, sia quelli da rimuovere dalla cappella dell’Istituto S. Angela Merici, sia quelli già collocati presso il museo, per 3.500.000 lire. Si chiede alla Direzione del museo di provveder a fornire al più presto un preventivo per le spese di rimozione.
ASMC, faldone 1964

Doc. 6
Verona, 17 marzo 1964. Minuta di comunicazione interna dalla Direzione del Museo e delle gallerie d’arte alla Soprintendenza ai monumenti.

Licisco Magagnato richiede il nulla osta per l’acquisto, la rimozione e il restauro del ciclo di Paolo Farinati, conservata presso l’Istituto S. Angela Merici, per la cifra di 3.500.000 lire. Ritiene vantaggiosa l’acquisizione dell’opera poiché una parte del ciclo è già conservata presso il museo dal 1940.
ASMC, faldone 1964

Doc. 7
Verona, 18 marzo 1964. Comunicazione interna dalla Soprintendenza ai monumenti alla Direzione del Museo e delle gallerie d’arte.

Piero Gazzola, soprintendente, comunica a Licisco Magagnato, direttore del museo, che la richiesta di nulla osta per l’acquisto e la rimozione degli affreschi di Paolo Farinati, custoditi presso l’Istituto S. Angela Merici, è stata trasmessa al Ministero della Pubblica Istruzione.
ASMC, faldone 1964

Doc. 8
Verona, 6 giugno 1964. Copia di telegramma dalla Direzione dei Musei d’arte alla Soprintendenza ai monumenti.

Sollecito per l’ottenimento del nulla osta relativo allo stacco degli affreschi di Paolo Farinati presso l’Istituto Sant’ Angela Merici.
ASMC, faldone 1964

Doc. 9
Verona, 25 agosto 1964. Comunicazione interna dalla Soprintendenza ai monumenti alla Direzione del Museo e delle gallerie d’arte.

Piero Gazzola, soprintendente, comunica a Licisco Magagnato, direttore dei Musei, che il Ministero della Pubblica Istruzione ha trasmesso la richiesta di nulla osta per lo stacco degli affreschi al Consiglio Superiore delle Antichità e Belle Arti, che dovrà valutare la questione in sede di riunione e, in seguito, pronunciarsi in merito.
ASMC, faldone 1964

Doc. 10
5 febbraio 1965. Riproduzione di una comunicazione interna dal Ministero della Pubblica Istruzione al Sindaco e alla Direzione dei Musei d’arte.

Il Ministero, autorizzato dal Consiglio Superiore delle Antichità e Belle Arti, comunica la concessione del nulla osta per lo stacco degli affreschi di S. Angela Merici e la destinazione al Museo della città.
ASMC, faldone 1965

20 febbraio 1967
Nota manoscritta in cui si decreta l’immediato stacco degli affreschi.
ASMC, faldone 1967

Doc. 11
Verona, 22 febbraio novembre 1965. Minuta di comunicazione interna dalla Direzione del Museo e delle gallerie d’arte all’amministrazione comunale.

Licisco Magagnato comunica all’amministrazione che la Soprintendenza ai Monumenti ha acconsentito alla rimozione degli affreschi di Paolo Farinati dalla cappella dell’Istituto S. Angela Merici. Afferma, inoltre, che è possibile procedere con l’acquisto dell’intero ciclo, diviso tra l’Istituto e il Museo, per 3.500.000 lire. Stima una spesa di stacco e di restauro di 35 mila lire al metro quadro, per un totale di 7.000.000 di lire per il totale 100 metri quadri e si dice ancora favorevole all’intervento.
ASMC, faldone 1965

Doc. 12
Verona, 4 aprile 1967. Comunicazione interna di notifica dell’acquisto degli affreschi dalla Municipalità alla Direzione dei musei d’arte.

Il Sindaco, Renato Gozzi, notifica alla Direzione dei musei che è stato deliberato l’acquisto degli affreschi della cappella dell’Istituto S. Angela Merici e il conseguente distacco. La Direzione dovrà provvedere a informare la Soprintendenza ai monumenti dello stato dei lavori.
ASMC, faldone 1967

Doc. 13
Verona, 10 aprile 1967. Identificazione capitolo di spesa dalla Segreteria generale alla Direzione dei musei e gallerie d’arte e, in copia, alla Direzione Ragioneria e Finanze.

La Segreteria generale, in merito alla deliberazione della Giunta sull’acquisto degli affreschi dell’Istituto S. Angela Merici per il prezzo di 1.000.000 di lire e per lo svolgimento dei lavori per un ammontare di 3.500.000 lire, chiede alla Direzione Ragioneria e Finanze di indicare il relativo capitolo di spesa.
ASMC, faldone 1967

Doc. 14
Verona, 10 aprile 1967. Lettera di comunicazione del provvedimento deliberato dal Sindaco all’Istituto secolare figlie di S. Angela Merici e, in copia, alla Direzione musei e gallerie d’arte.

In data 21 marzo 1967, la Giunta ha deliberato il provvedimento di acquisto degli affreschi di Paolo Farinati depositati presso il museo e quelli ancora esistenti nella cappella dell’Istituto religioso, stabilendo un prezzo di un milione di lire. Viene inoltre deliberato che il Museo si occuperà di pianificare e gestire la campagna di strappo e trasporto degli affreschi ancora in situ, prendendo diretto contatto con l’Istituto.
ASMC, faldone 1967

Doc. 15
Verona, 26 maggio 1967. Minuta di comunicazione interna del preventivo di stacco e restauro dalla Direzione del Museo e gallerie d’arte all’Amministrazione comunale.

Licisco Magagnato trasmette all’amministrazione il preventivo, stilato da Ottorino Nonfarmale, per lo stacco e il restauro degli affreschi dell’Istituto S. Angela Merici. Il preventivo ammonta a 8.320.000 lire. Il costo risulta leggermente superiore al primo preventivo, poiché la superficie da staccare è risultata essere più ampia rispetto al rilievo precedente. Il direttore sollecita una celere risposta, dal momento che era già stata stanziata dal Comune, in precedenza, la somma di 1.3.500 mila lire a tal fine. Magagnato prevende uno stanziamento di fondi ulteriore per il restauro.
ASMC, faldone 1967

Doc. 16
Verona, 9 giugno 1967. Minuta di comunicazione interna dalla Direzione del Museo e gallerie d’arte all’Amministrazione comunale.

Il Direttore specifica, in riferimento alla lettera del 26 maggio 1967, che la cifra dovuta per le spese di grossa manovalanza ammonta a 280.000 lire e che la somma destinata al restauratore, Ottorino Nonfarmale, può essere pagata in due tranches: un acconto da 3.500.000 lire per il 1967 e il rimanente da versare nel 1968. Il lavoro dovrà essere svolto entro la scadenza di un anno dall’inizio dell’intervento. L’Istituto sollecita l’inizio dei lavori, dal momento che per il solo stacco si stimano due mesi di lavoro e la stanza deve essere sgomberata.
ASMC, faldone 1967

Doc. 17
Verona, 23 giugno 1967. Estratto di deliberazione della Giunta comunale.

In previsione dell’acquisto e dei lavori di stacco e restauro delle opere, viene stilato l’elenco degli affreschi, attribuiti a Paolo Farinati, presenti nella cappella situata presso l’Istituto Figlie di Sant’ Angela Merici, al numero due della via omonima.
ASMC, faldone 1967

Doc.18
Verona, 15 luglio 1967. Estratto di protocollo.

Novero degli estratti dei certificati di pubblicazione del provvedimento sulla trattativa privata per l’acquisto delle pitture murali dell’Istituto Sant’ Angela Merici.
ASMC, faldone 1967

Doc. 19
Comunicazione di avvenuta rimozione dalla restauratrice Maria Teresa Cuppini alla Soprintendenza ai monumenti.

Maria Teresa Cuppini comunica che il museo ha dovuto procedere con lo stacco degli affreschi di Paolo Farinati presso l’Istituto Sant’Angela Merici per gravi problemi di frattura degli intonaci e polverizzazione della pellicola pittorica. Si specifica che le pitture, restaurate, saranno poi collocate in una stanza che riprodurrà fedelmente l’ambiente di origine.
ASMC, faldone 1967

Doc. 20
Verona, 24 giugno 1970. Preventivo di spesa da Quaglia Eugenio falegname al Comune di Verona.

Per le forniture del pavimento e di vetrine in legno presso la Tomba di Giulietta per il Museo degli affreschi si richiede la cifra totale di 372.934 lire.
ASMC, faldone 1970

Doc. 21
Verona, 6 agosto 1970. Preventivo di spesa da Quaglia Eugenio falegname al Comune di Verona.

Per le forniture di telai, una porta, tappi e una vetrina in legno presso la Tomba di Giulietta per il Museo degli affreschi si richiede la cifra totale di 392.261 lire.
ASMC, faldone 1970

Doc. 22
Verona, 12 agosto 1970. Minuta di comunicazione interna dalla Direzione del Museo e gallerie d’arte all’Amministrazione comunale.

Licisco Magagnato comunica all’amministrazione che, a seguito del versamento dell’acconto di 3.640.000 a Ottorino Nonfarmale da parte del Comune, il restauratore ha consegnato, la settimana precedente, tutti gli affreschi restaurati provenienti dalla cappella di Sant’ Angela Merici, che sono stati in seguito collocati nelle sale ricostruite ad hoc presso la Tomba di Giulietta. Il direttore trasmette la fattura al comune, chiedendo il saldo del pagamento del lavoro.
ASMC, faldone 1970

Doc. 23
Verona, 11 settembre 1970. Preventivo di spesa da Cooperativa di lavoro “Kennedy” al Comune di Verona.

Per il trasporto del camino e delle colonne dal castello presso la Tomba di Giulietta per il Museo degli affreschi si richiede la cifra totale di 84.240 lire.
ASMC, faldone 1970

Doc. 24
Verona, 1° ottobre 1970. Preventivo di spesa da Quaglia Eugenio falegname al Comune di Verona.

Per le forniture di telai, pezzi per soffitto, pannelli, cristalli molati e legno presso la Tomba di Giulietta per il Museo degli affreschi si richiede la cifra totale di 355.627 lire.
ASMC, faldone 1970

Doc. 25
Verona, 9 ottobre 1970. Preventivo di spesa da Quaglia Eugenio falegname al Comune di Verona.

Per le forniture di cornici, battiscopa e tavole in legno presso la Tomba di Giulietta per il Museo degli affreschi si richiede la cifra totale di 316.700 lire.
ASMC, faldone 1970

Doc. 26
Verona, 6 novembre 1970. Preventivo di spesa Da Quaglia Eugenio falegname al Comune di Verona.

Per la costruzione di rivestimenti, traverse, infissi e fornitura di cristalli molati presso la Tomba di Giulietta per il Museo degli affreschi si richiede la cifra totale di 1.039.210 lire.
ASMC, faldone 1970

Doc. 27
Verona, 6 novembre 1970. Preventivo di spesa da Officina costruzioni metalliche Francesco Chesta alla Direzione Musei d’Arte e al Comune di Verona.

Per la fornitura di materiali per la mostra organizzata presso la Tomba di Giulietta per il Museo degli affreschi si richiede la cifra totale di 859.878 lire.
ASMC, faldone 1970

Doc. 28
Verona, 13 novembre 1970. Preventivo di spesa da Officina costruzioni metalliche Francesco Chesta alla Direzione Musei d’Arte e al Comune di Verona.

Per la fornitura di materiali per la mostra organizzata presso la Tomba di Giulietta per il Museo degli affreschi si richiede la cifra totale di 993.583 lire.
ASMC, faldone 1970

Doc. 29
Verona, 21 novembre 1970. Preventivo di spesa da Officina costruzioni metalliche Francesco Chesta alla Direzione Musei d’Arte e al Comune di Verona.

Per la fornitura di materiali per la mostra organizzata presso la Tomba di Giulietta per il Museo degli affreschi si richiede la cifra totale di 879.903 lire.
ASMC, faldone 1970

Doc. 30
Verona, 25 novembre 1970. Preventivo di spesa da Officina costruzioni metalliche Francesco Chesta alla Direzione Musei d’Arte e al Comune di Verona.

Per la fornitura di materiali per la mostra organizzata presso la Tomba di Giulietta per il Museo degli affreschi si richiede la cifra totale di 631.280 lire.
ASMC, faldone 1970

Doc. 31
Verona, 30 novembre 1970. Preventivo di spesa da Officina costruzioni metalliche Francesco Chesta alla Direzione Musei d’Arte e al Comune di Verona.

Per la fornitura di materiali per la mostra organizzata presso la Tomba di Giulietta per il Museo degli affreschi si richiede la cifra totale di 301.850 lire.
ASMC, faldone 1970

Doc. 32
Verona, 28 dicembre 1970. Preventivo di spesa da Officina costruzioni metalliche Francesco Chesta al Comune di Verona.

Per i lavori eseguiti presso la Tomba di Giulietta per il Museo degli affreschi e l’auditorio di S. Francesco si richiede la cifra totale di 325.650 lire.
ASMC, faldone 1970

Doc. 33
Verona, 28 dicembre 1970. Preventivo di spesa da Bellè Geom. Nazzareno al Comune di Verona.

Per i lavori eseguiti presso la Tomba di Giulietta per il Museo degli affreschi e l’auditorio di S. Francesco si richiede la cifra totale di 286.500 lire.
ASMC, faldone 1970

Doc. 34
Verona, 30 dicembre 1970. Preventivo di spesa da Bellè Geom. Nazzareno al Comune di Verona.

Per i lavori eseguiti presso la Tomba di Giulietta per il Museo degli affreschi e l’auditorio di S. Francesco si richiede la cifra totale di 275.150 lire.
ASMC, faldone 1970



Bibliografia:

B. DAL POZZO, Le vite de’ pittori degli scultori et architetti veronesi. Raccolte da varj Autori stampati, e manuscritti, e da altre particolari memorie. Con la narrativa delle Pitture, e Sculture, che s’attrovano nelle Chiese, case et altri luoghi pubblici, e privati di Verona, e nel Territorio, Verona, 1718, p. 279.
S. MAFFEI, Verona Illustrata, IV, Verona, 1731-1732, p. 289.
G. MARINI, Indicazione delle Chiese, Pitture e Fabbriche della città di Verona, Verona, 1797, p. 23.
G.B. DA PERSICO, Descrizione di Verona e la sua provincia, I, Verona, 1820-1821, p. 188.
D. ZANNANDREIS, Paolo Farinati Degli Uberti pittore in Le vite dei Pittori Scultori e Architetti Veronesi, a cura di G. Biadego (1891), Verona, 1831-1834, p. 155.
G.M. ROSSI, Nuova Guida di Verona e della sua Provincia, Verona, 1854, p. 139.
C. BERNASCONI, Studj sopra la storia della pittura italiana dei secoli XIV e XV, e della scuola pittorica veronese dai medj tempi finoa tutto il secolo XVIII, Verona, 1864, p. 348.
A. AVENA, Capolavori della pittura veronese, catalogo della mostra, Verona, 1947, pp. 48-49 n. 91.
M. BROGNARA SALAZZARI, schede in Palladio e Verona, catalogo della mostra a cura di P. Marini, Vicenza, 1980, pp. 31-32, 170-171.
G. BALDISSIN MOLLI, Paolo Farinati e gli affreschi della chiesa di San Nazaro e Celso a Verona in “Arte Veneta”, Venezia, 1984, pp. 36-38.
H. SUEUR, Farinati décorateur. Dessins préparatoires aux fresques de la région de Vérone dans les collections du Louvre in La Revue du Louvre et des Musées de France, XXXIX, I, pp. 29-30.
A. ZAMPERINI, Per «commodo» e per gloria: la pittura affrescata nei palazzi di Verona in Nel Palagio a cura di Francesco Monicelli, 2005, pp. 165-167.
P. MARINI, Verona, Museo degli affreschi “Giovanni Battista Cavalcaselle”: Scene allegoriche e mitologiche da palazzo Guarienti in Paolo Farinati 1524-1606. Dipinti, incisioni e disegni per l’architettura, catalogo della mostra (Verona, 17 ottobre 2005- 29 gennaio 2006), Venezia 2005, pp. 224-226, cat.208.
K. BERTOLASO, Sala delle Muse in Museo di Castelvecchio. Catalogo generale dei dipinti e delle miniature delle collezioni civiche veronesi, II, Milano 2018, pp. 93-96, cat. 94.
E. NAPIONE, Licisco Magagnato e l’intitolazione del Museo degli Affreschi al mazziniano Giovani Battista Cavalcaselle in Giovanni Battista Cavalcaselle 1819-2019. Una visione europea della storia dell’arte, atti del convegno (Legnago 5 aprile- Verona 6 aprile 2019), a cura di V. Terraroli, Treviso 2019, pp. 241-255.
G. ADAMI, Tecnica e pratica in bottega: Paolo Farinati e la serialità nella produzione artistica, tesi di dottorato, relatore prof.ssa Monica Molteni, ciclo XXXI, Università Ca’ Foscari di Venezia 2019.



Elenco immagini:

1. Dettaglio della Sala delle Muse dopo l’allestimento presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”, 1970 circa


 

2. Dettaglio della Sala delle Muse dopo l’allestimento presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”, 1970 circa


 

3. Dettaglio della Sala delle Muse dopo l’allestimento presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”, 1970 circa


 

4. Dettaglio della Sala delle Muse dopo l’allestimento presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”, 1970 circa


 

5. Dettaglio del camino della Sala delle Muse dopo l’allestimento presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”, 1970 circa


 

6. Dettaglio della Sala delle Muse dopo l’allestimento presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”, 1970 circa


 

7. Dettaglio del camino della Sala delle Muse dopo l’allestimento presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”, 1970 circa


 

8. Dettaglio della Sala delle Muse dopo l’allestimento presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”, 1970 circa


 

9. Dettaglio de L’età dell’oro dopo l’allestimento della sala delle Muse presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”


 

10. Dettaglio de Le quattro età del mondo dopo l’allestimento della sala delle Muse presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”


 

11. Mercurio dopo l’allestimento della sala delle Muse presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”


 

12. Venere, Eros e Anteros dopo l’allestimento della sala delle Muse presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”


 

13. Minerva dopo l’allestimento della sala delle Muse presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”


 

14. La musa Clio prima dello stacco delle pitture di Ottorino Nonfarmale


 

15. La musa Tersicore dopo l’allestimento della sala delle Muse presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”


 

16. La musa Melpomene dopo l’allestimento della sala delle Muse presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”


 

17. La musa Polimnia dopo l’allestimento della sala delle Muse presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”


 

18. La musa Urania dopo l’allestimento della sala delle Muse presso il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”


 

19. La musa Urania prima dello stacco di Ottorino Nonfarmale


 

20. La musa Tersicore prima dello stacco di Ottorino Nonfarmale


 

21. La musa Melpomene prima dello stacco di Ottorino Nonfarmale


 

22. La musa Erato prima dello stacco di Ottorino Nonfarmale


 

23. L’Età dell’oro prima dello stacco di Ottorino Nonfarmale


 

24. Dettaglio di Mercurio prima dello stacco di Ottorino Nonfarmale


 

25. Veduta della figura di Mercurio e della finestra laterale prima dello stacco di Ottorino Nonfarmale


 

26. Dettaglio de Le tre età del mondo prima dello stacco di Ottorino Nonfarmale


 

27. Le tre età del mondo prima dello stacco di Ottorino Nonfarmale


 

28. Venere, Eros e Anteros prima dello stacco di Ottorino Nonfarmale


 

29. Minerva e la chimera prima dello stacco di Ottorino Nonfarmale


 

30. Palazzo Guarienti ai Filippini