Chiesa di Santa Anstasia

Chiesa di Santa Anstasia




Città:
Verona

Provenienza:
Chiesa di Santa Anastasia

Autore:
Maestro della Madonna de Petolis

Titolo:

Madonna con il bambino

Tecnica e misure:
pittura murale staccata, 90x100 cm

Ubicazione:
Museo di Castelvecchio

Inventario:
inv. 686-1B1088

Restauri:

1983 stacco di Gaetano Pasetti
2003 restauro di Andrea Ciresola

L’opera (fig.1) era rimasta celata per secoli dietro ad un monumento sepolcrale (ASVr, Prefettura di Verona, Commissione consultiva Belle Arti, b.3, n.34) posto sulla parete settentrionale esterna della chiesa di santa Anastasia a Veronna ed era stato rinvenuto nel 1882, durante l’intervento di spostamento della tomba presso la chiesa di San Zeno. L’opera raffigurante una Madonna con il bambino in trono fu stata staccata nel 1883 da Gaetano Pasetti e fu probabilmente oggetto di un intervento non documentato che aveva previsto l’integrazione delle lacune presenti sulla superficie (fig.2). La natura frammentaria dell’opera, che presenta solo la parte superiore della pittura è verosimilmente dovuta all’addossamento dell’arca alla parete della chiesa che già ospitava la pittura. La raffigurazione era probabilmente collegata a un più antico monumento sepolcrale di cui il Torresani ricorda una citazione posta su una lapide sottostante, oggi non più esistente (Trecca 1912, p. 177; Guarnieri 201, p. 42). L’opera attribuita al Maestro della Madonna Petolis, probabilmente attivo a Verona tra il XIII e il XIV secolo, viene accostata stilisticamente a una serie di pitture murali conservate oggi nella chiesa di San Lorenzo e in quella di San Fermo Maggiore a Verona e a una pittura murale raffigurante la Madonna della Misericordia, un devoto e figura di santo anch’essa conservata nella collezione dei Musei civici veronesi (inv. 4739-1B1787).
L’opera viene restaurata nel 2003 da Andrea Ciresola (fig.3), che rileva la presenza di un leggero strato di polvere superficiale, alcuni segni di graffiatura (fig.4), qualche area interessata da uno scialbo non del tutto rimosso e delle piccole zone di distaccamento dell’intonachino (Archivio del museo G.B. Cavalcaselle, Relazione di restauro di Andrea Ciresola, Madonna col bambino. Ignoto XIV secolo, n. 1B1088, 2003). Il confronto tra lo stato conservativo documentato in antico (fig.2) e lo stato di conservazione rilevato dal Ciresola prima del suo intervento (fig.3) presuppone che l’opera, dopo lo stacco, sia stata interessata da un intervento fortemente reintegrativo della pellicola pittorica mancante e da un secondo intervento di rimozione delle pesanti reintegrazioni, entrambi non documentati. Dopo la realizzazione della documentazione fotografica (fig. 5), il restauratore ha rimosso gli accumuli di sporco, con un conseguente fissaggio della policromia e rimozione meccanica delle stuccature e degli intonaci neutri. Stuccata poi la superficie con uno stucco a base di calce spenta, sabbia di fiume lavata, polvere di marmo e una modesta quantità di pozzolana, si è proceduto con l’esecuzione degli intonaci neutri e delle reintegrazioni ad acquerello delle campiture. L’integrazione pittorica delle stuccature è poi stata consolidata con una protezione applicata per nebulizzazione (fig.6).

Giulia Adami



Bibliografia:

G. Trecca, Catalogo della Pinacoteca Comunale di Verona, Bergamo 1912; C. Guarnieri, scheda in Museo di Castelvecchio. Catalogo generale dei dipinti e delle miniature delle collezioni civiche veronesi, I, Cinisello Balsamo 2018, p. 42, n. 7.



Elenco immagini:

1. L’opera nelle attuali condizioni conservative.


 

2. L’opera dopo lo stacco di Gaetano Pasetti e un intervento di restauro non documentato.


 

3. L’opera prima del restauro di Andrea Ciresola del 2003.


 

4. L’opera durante il restauro di Andrea Ciresola del 2003.


 

5. Dettaglio delle graffiature superficiali dell’opera durante il restauro di Andrea Ciresola del 2003.


 

6. L’opera dopo il restauro di Andrea Ciresola nel 2003.